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2024-11-29
2026-06-10
Nella moderna odontoiatria restaurativa, i materiali devono bilanciare tre requisiti critici: resistenza, estetica e biocompatibilità.
Sebbene i materiali tradizionali come i sistemi a base metallica, la vetroceramica e i compositi in resina offrano ciascuno vantaggi specifici, presentano anche limitazioni in termini di prestazioni a lungo termine o versatilità clinica.
Tra tutte le opzioni disponibili, la zirconia è emersa come uno dei materiali più utilizzati nell'odontoiatria CAD/CAM grazie alla sua combinazione unica di resistenza meccanica e compatibilità biologica.
La zirconio non nasce come invenzione dentale. La sua storia inizia in natura con un minerale chiamato zircone.
Lo zircone (ZrSiO₄) è un minerale naturale storicamente conosciuto come pietra preziosa prima che la sua struttura chimica fosse completamente compresa.
Nel 1789, il chimico tedesco Martin Heinrich Klaproth identificò un nuovo componente dell'ossido analizzando lo zircone. Lo chiamò “zirconia”, segnando il primo riconoscimento scientifico del materiale.
Tuttavia, la prima zirconia esisteva solo sotto forma di polvere e mancava di stabilità strutturale per le applicazioni pratiche.

La zirconia pura presenta una limitazione importante: subisce una trasformazione di fase in base ai cambiamenti di temperatura, che porta a fessurazioni e instabilità strutturale.
Per questo motivo, la prima zirconia non poteva essere utilizzata come materiale strutturale in campo ingegneristico o medico.
La svolta decisiva è arrivata quando gli scienziati hanno introdotto gli ossidi stabilizzanti, in particolare l’ossido di ittrio (Y₂O₃), per controllarne la struttura cristallina.
Ciò ha portato allo sviluppo del policristallo di zirconio tetragonale stabilizzato con ittria (Y-TZP), che ha migliorato significativamente la stabilità meccanica e la resistenza alla frattura.
Prima di entrare in odontoiatria, la zirconia veniva utilizzata principalmente:
Il suo passaggio all'odontoiatria è avvenuto quando i ricercatori hanno riconosciuto le sue eccellenti prestazioni in ambienti biologici:
Queste proprietà hanno reso la zirconia un candidato ideale per restauri dentali come corone, ponti e strutture supportate da impianti.
La zirconia dentale è composta principalmente da:
L'aggiunta di stabilizzanti è essenziale per mantenerne l'integrità meccanica e prevenire cambiamenti di fase indesiderati durante la funzione orale.
Nell'odontoiatria CAD/CAM, la zirconia viene fornita sotto forma di blocco presinterizzato.
Questi blocchi sono:
Pertanto, l'industria li chiama comunemente:
Blocco di zirconio (blocco di ceramica dentale per sistemi CAD/CAM)
Il termine “ceramica” in questo contesto si riferisce in generale a tutti i materiali da restauro non metallici utilizzati in odontoiatria.
La zirconia offre una resistenza alla flessione che varia tipicamente da 600 a 1200 MPa, rendendola adatta per corone posteriori e ponti a più unità.
La zirconio può resistere alla propagazione delle cricche attraverso un esclusivo processo di trasformazione di fase, migliorando la resistenza alla frattura sotto stress.
La zirconio è chimicamente inerte, non tossica e altamente compatibile con i tessuti orali, riducendo il rischio di infiammazioni o reazioni allergiche.
Grazie ai progressi nelle formulazioni multistrato e ad alta traslucenza, la zirconia offre ora prestazioni estetiche significativamente migliorate adatte per restauri anteriori.
La zirconio è completamente compatibile con i flussi di lavoro dell’odontoiatria digitale, consentendo una fresatura precisa, una produzione standardizzata e risultati clinici prevedibili.
La zirconia è ampiamente utilizzata in:
Da minerale naturale scoperto nell'antichità a ceramica ingegnerizzata ad alte prestazioni, la zirconia ha subito una notevole trasformazione.
Oggi rappresenta uno dei materiali più equilibrati nell'odontoiatria restaurativa, combinando resistenza, estetica e biocompatibilità con la piena compatibilità nei moderni flussi di lavoro CAD/CAM.
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